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![]() Storia dei cognomi italianiLe mappe di questo sito mostrano come si sono spostati i cognomi nel corso dei secoli. Per leggerle bene aiuta sapere quando sono nati i cognomi e in quali documenti sono stati registrati, perché sono proprio quei documenti a permetterci, oggi, di ritrovare i nostri antenati. Dalla Roma antica al Medioevo
In epoca romana gli uomini liberi portavano tre nomi: il praenomen, simile al nostro nome proprio; il nomen, che indicava la famiglia allargata ed era il vero antenato del cognome; il cognomen, nato come soprannome e poi usato per distinguere i diversi rami di una famiglia. La nascita dei cognomiTra il X e il XIII secolo la popolazione crebbe, le città tornarono a fiorire e gli atti dei notai si moltiplicarono. Un solo nome non bastava più a distinguere le persone: i primi a fissare un cognome ereditario furono le famiglie nobili e mercantili, poi l'uso si estese lentamente al resto della popolazione. Ancora nel Quattrocento, nei registri fiscali di molte città, una parte degli abitanti compariva solo con il nome e la paternità. I cognomi nacquero in quattro modi principali: Per questo molti cognomi sono nati in più punti d'Italia in modo indipendente: un Ferrari emiliano e un Ferraro campano possono non avere alcun antenato in comune. Il Concilio di Trento e i registri parrocchiali
Una svolta arrivò con il Concilio di Trento (1545-1563), che impose ai parroci di tenere i registri dei battesimi e dei matrimoni. Il Rituale Romanum del 1614 aggiunse i registri dei morti e gli stati delle anime, veri e propri censimenti delle famiglie della parrocchia. Da allora il cognome venne scritto con regolarità e trasmesso in modo stabile. Lo stato civile
Con l'arrivo di Napoleone, all'inizio dell'Ottocento, nacque lo stato civile: nascite, matrimoni e morti cominciarono a essere registrati dai comuni. Nel Mezzogiorno i registri sono continui dal 1809, mentre in altri Stati, dopo la Restaurazione, la registrazione tornò per alcuni decenni alle parrocchie. Nel Regno d'Italia lo stato civile divenne uniforme in tutto il Paese dal 1866. Liste di leva e censimentiDopo l'Unità, ogni comune compilava ogni anno le liste di leva dei giovani maschi della stessa classe di nascita, con nome, cognome, paternità e spesso professione e connotati. Sono una fonte preziosa perché coprono quasi tutta la popolazione maschile. Nello stesso periodo iniziarono i censimenti nazionali, il primo dei quali si tenne nel 1861. Il cognome oggiOggi, per la legge italiana, la moglie conserva il proprio cognome anche dopo il matrimonio. Dal 2022, dopo una sentenza della Corte costituzionale, i figli ricevono i cognomi di entrambi i genitori, nell'ordine che i genitori concordano, salvo che si accordino per attribuirne uno solo. Le mappe dei prossimi decenni racconteranno anche questo cambiamento. | |
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